Il futuro che (non) ci aspetta

Il futuro che (non) ci aspetta

Quante volte ho provato a chiedere a qualcuno se potevamo vederci via Skype. Le risposte erano sempre quelle: il firewall non lo permette, non ce l’ho, ce l’avevo, non ricordo l’account… insomma anche tra i più digitali era difficile impostare sistemi comunicativi da remoto. Come sempre nella storia dell’umanità i cambiamenti non avvengono gradualmente ma per strappi. Così questo virus ci consegna un futuro in cui avremo già collaudato i sistemi di videoconferenza, ci sarà solo l’imbarazzo della scelta della piattaforma, Skype, Zoom, Meet, Teams…

Rendere “normale” la videoconferenza sarà per tutti un enorme cambiamento di vita, un miglioramento per l’ambiente, una riduzione dei costi personali/aziendali, una diminuzione del rischio incidenti stradali, un aumento della produttività se pensate alle inutili ore in auto per spostarsi da un meeting all’altro.

Ma la cosa che più deve insegnarci questa pandemia è che la Natura se ne frega di noi umani. Probabilmente tanto quanto noi ce ne freghiamo di lei.

Allora quando riprenderemo a vivere, speriamo di aver imparato la lezione. Speriamo che l’Economia Sostenibile non sia solo un greenwashing ma un obiettivo da ricercare con grande energia da parte di privati e aziende.

Speriamo che il rispetto della natura non sia solo nimby ma capire anche che per proteggere la natura dobbiamo usare bene la tecncologia per costruire impianti che permettano la trasformazione di scarichi e rifiuti in prodotti semplici, riciclabili o trasformarli in energia.

Agli inizi del secolo scorso le grandi guerre ci hanno fatto capire il bisogno di libertà, umanità, fratellanza e da quelle tragedie è cresciuta una grande civiltà e ricchezza personale.

Questa tragedia mondiale dell’inizio 2020 auspichiamo spinga quel Green Deal che Ursula Von der Leyen ha presentato come il piano europeo dei prossimi anni: “Il nostro obiettivo è riconciliare l’economia con il nostro pianeta, tagliare emissioni ma creare occupazione e rafforzare l’innovazione”, ha detto parlando della “nuova strategia di crescita Ue che dà più di quello che toglie” e che vuole rendere l’Ue “capofila” nell’economia pulita.

Questo deve succedere non solo in Europa, deve diventare un impegno mondiale come indicato dall’ONU nei 17 obiettivi per uno sviluppo sostenibile.

Ci aspetta un grande impegno per contrastare i cambiamenti climatici e difendere il nostro pianeta, questo è il futuro che ci aspetta, altrimenti col prossimo virus il futuro non ci aspetta più.