Riuso dell’acqua depurata in agricoltura – 2- la qualità dell’acqua

Riuso dell’acqua depurata in agricoltura – 2- la qualità dell’acqua

Abbiamo visto con il precedente post, come con il nuovo Regolamento (UE) 2020/741  il Consiglio Europeo abbia inteso impostare le linee guida per indirizzare correttamente gli stati membri verso un sistema di regole coerenti per il rispetto delle norme sanitarie e tecniche, relativamente al riuso delle acque depurate in agricoltura. Abbiamo suggerito anche che questo regolamento spingerà ad una collaborazione tra gli enti gestori del servizio idrico che possono fornire i quantitativi di acqua per l’irrigazione ed i consorzi di bonifica che quest’acqua la potranno distribuire ai consociati chiudendo il ciclo idrico. Ma quali caratteristiche deve avere l’acqua per poter essere rimessa in circolo per l’irrigazione? Qua non si tratta di “fertirrigazione” per cui basterebbe rispettare la tabella 4 dell’All. 3 del D. Lvo. 152/2006 per gli scarichi su suolo, in questo caso si tratta di valutare il tipo di coltura che verrà irrorata, il terreno ed il sistema di irrigazione. Il regolamento UE stabilisce delle prescrizioni minime applicabili alla qualità dell’acqua e precise indicazioni in merito al monitoraggio e validazione dei dati, nonché disposizioni sulla gestione dei rischi e sull’utilizzo sicuro delle acque affinate nel quadro di una gestione integrata delle risorse idriche. Il Regolamento, in particolare, prevede che la produzione e l’erogazione di acque affinate destinate a scopi irrigui in agricoltura siano subordinate al rilascio di un permesso che stabilisce gli obblighi del gestore dell’impianto di affinamento, sulla base di un Piano di gestione dei rischi connessi al riutilizzo dell’acqua. Tale piano permette di individuare i potenziali pericoli (es. la presenza di agenti inquinanti e patogeni), possibili eventi pericolosi (quali un malfunzionamento del trattamento, fuoriuscite o contaminazioni accidentali nel sistema di riutilizzo, ambienti e popolazioni a rischio), stabilire adeguate misure preventive e/o correttive, individuare le parti coinvolte, i rispettivi ruoli e le responsabilità. Vengono inoltre disciplinati i monitoraggi che devono essere svolti dai gestori e i controlli da parte delle autorità competenti, con la sospensione dell’erogazione in caso di non conformità che possano comportare un rischio per l’ambiente o per la salute. Sono inoltre previste sanzioni in caso di violazione del Regolamento.

Se a livello teorico il potenziale di riutilizzo risulta elevato, nella realtà bisogna considerare la volontà d’implementazione in rapporto alla fattibilità tecnico-economica. Il potenziale effettivo di riutilizzo delle acque reflue dipende infatti dalla dotazione e dallo stato impiantistico depurativo (presenza, tipologia di trattamento e capacità degli impianti), dalla necessità di ulteriori trattamenti propedeutici al riutilizzo in relazione al fabbisogno delle colture irrigate, dai fabbisogni idrici industriali e agricoli nelle vicinanze degli impianti di depurazione e dalla presenza di adeguate reti di distribuzione, consorzi irrigui e distretti industriali con cui stipulare accordi per il conferimento delle acque.

Ma, tornando alla qualità delle acque per il riuso, come detto devono rispondere a dei requisiti minimi che variano in funzione del tipo di coltura da irrigare e vengono suddivise in quattro classi:

 

 

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I requisiti MINIMI riguardano soprattutto i parametri batteriologici ed il BOD, Solidi Sospesi ed il controllo della torbidità che deve essere eseguito in continuo:

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Ma, oltre a questi requisiti minimi, saranno i piani di gestione dei rischi a stabilire ulteriori parametri e controlli. Si consideri che il regolamento 741/2020 richiede esplicitamente che le acque da riutilizzare siano valutate considerando TUTTE queste QUATTORDICI disposizioni:

a) la prescrizione di ridurre e prevenire l’inquinamento delle acque causato da nitrati, ai sensi della direttiva 91/676/CEE;

b) l’obbligo che le aree protette di acqua destinate al consumo umano rispettino le prescrizioni della direttiva 98/83/CE;

c) la prescrizione di soddisfare gli obiettivi ambientali di cui alla direttiva 2000/60/CE; ITGazzetta ufficiale dell’Unione europea 5.6.2020 L 177/53

d) la prescrizione di prevenire l’inquinamento delle acque sotterranee, ai sensi della direttiva 2006/118/CE;

e) la prescrizione di soddisfare gli standard di qualità ambientale per le sostanze prioritarie e per alcuni altri inquinanti di cui alla direttiva 2008/105/CE;

f) la prescrizione di rispettare gli standard di qualità ambientale per gli inquinanti rilevanti a livello nazionale, vale a dire inquinanti specifici dei bacini idrografici, di cui alla direttiva 2000/60/CE;

g) la prescrizione di soddisfare gli standard di qualità delle acque di balneazione di cui alla direttiva 2006/7/CE;

h) le prescrizioni concernenti la protezione dell’ambiente, in particolare del suolo, nell’utilizzazione dei fanghi di depurazione in agricoltura, ai sensi della direttiva 86/278/CEE;

i) le prescrizioni in materia di igiene dei prodotti alimentari stabilite dal regolamento (CE) n. 852/2004 e gli orientamenti forniti nella comunicazione della Commissione relativa agli orientamenti per la gestione dei rischi microbiologici nei prodotti ortofrutticoli freschi a livello di produzione primaria mediante una corretta igiene;

j) le prescrizioni per l’igiene dei mangimi stabilite dal regolamento (CE) n. 183/2005;

k) la prescrizione di rispettare i criteri microbiologici pertinenti di cui al regolamento (CE) n. 2073/2005;

l) la prescrizione di rispettare i tenori massimi di alcuni contaminanti nei prodotti alimentari di cui al regolamento (CE) n. 1881/2006;

m) le prescrizioni relative ai livelli massimi di residui di antiparassitari nei o sui prodotti alimentari e mangimi di cui al regolamento (CE) n. 396/2005;

n) le prescrizioni in materia di salute degli animali di cui ai regolamenti (CE) n. 1069/2009 e (UE) n. 142/2011.

Pare abbastanza evidente l’intenzione della commissione di portare i controlli ai massimi livelli di sicurezza alimentare e che la tutela della salute è garantita incrociando i parametri di tutte le disposizioni che riguardano il mondo della alimentazione umana, animale e delle colture.

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continua – 3 i controlli di monitoraggio e validazione

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