Riuso dell’acqua depurata -1- una spinta alla collaborazione tra gestori del ciclo idrico e consorzi di bonifica

C’è all’orizzonte una tendenza ad integrare la gestione del ciclo idrico con la gestione dell’irrigazione in agricoltura. Il trait d’union sarà il riuso di acqua proveniente dai trattamenti di depurazione. Questa é una indicazione già presente nel piano d’azione dell’Unione Europea “Circular Economy Action Plan – for a cleaner and more competitive Europe”  dove al punto 3.7 recita “The new Water Reuse Regulation will encourage circular approaches to water reuse in agriculture. The Commission will facilitate water reuse and efficiency, including in industrial processes”.

Questa “Water Reuse Regulation” si è concretizzata il 25 maggio 2020 quando è stato adottato da parte del Parlamento Europeo e dal Consiglio, il Regolamento (UE) 2020/741 sul riutilizzo delle acque affinate in agricoltura, che stabilisce le prescrizioni minime applicabili alla qualità dell’acqua e al relativo monitoraggio, nonché disposizioni sulla gestione dei rischi e sull’utilizzo sicuro delle acque affinate nel quadro di una gestione integrata delle risorse idriche.

 

Il Regolamento si applicherà a decorrere dal 26/06/2023, ogni volta che le acque reflue urbane trattate sono riutilizzate a fini irrigui in agricoltura, in conformità dell’articolo 12, paragrafo 1, della Direttiva 91/271/CEE concernente il trattamento delle acque reflue urbane.

Il principale obiettivo è quello di garantire la sicurezza delle acque affinate, al fine di assicurare un elevato livello di protezione dell’ambiente e della salute umana e animale, promuovere l’economia circolare, favorire l’adattamento ai cambiamenti climatici e contribuire al perseguimento degli obiettivi della Direttiva 2000/60/CE (Direttiva Quadro sulle Acque).

La tendenza al riuso delle acque depurate è talmente importante che laddove gli Stati membri decidano che non è opportuno riutilizzare acqua a fini irrigui in agricoltura in uno o più dei loro distretti idrografici, o parti di essi, devono giustificarlo. Le decisioni dottate devono essere rivalutate almeno ogni 6 anni tenendo conto dei piani di gestione dei bacini idrografici.

In Italia l’argomento è già normato dal DM 185 del 12 giugno 2003. La normativa nazionale e le norme regionali adottate andranno armonizzate con le disposizioni del Regolamento UE entro tre anni.

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DOCUMENTI

Circular Economy Action Plan

DM-185-2003

Laboratorio REF_Contributo_158

REGOLAMENTO 741_IT_TXT